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  • giovedý 16 agosto 2018 


    Notizie Flash

    juniores e prima squadra

    POLISPORTIVA CALCIO SEZZE: NEL 2009/10 JUNIORES E PRIMA SQUADRA

    Oltre ai buoni risultati che stanno riportando le proprie rappresentative nei campionati i competenza, la Polisportiva Calcio Sezze è già intenta a programmare l’attività delle prossima stagione. Per il 2009/10 infatti, la società rossoblu ha in cantiere mosse strategiche tese a completare il proprio piano di attività in ambito calcistico. Consolidato l’impegno per le categorie giovanili che vanno dai Primi calci agli Allievi, passando con completezza attraverso Scuola Calcio, Esordienti e Giovanissimi, consolidate nel riscontro positivo delle iscrizioni nella stagione in corso, e completato l’organigramma societario e tecnico con l’inserimento di nuovi dirigenti, allenatori competenti e l’importante accordo con il settore giovanile della Lazio, il prossimo anno si aggiungeranno dei tasselli che porteranno la Polisportiva ad assumere un ruolo di primo piano nel panorama calcistico provinciale. Sono state portate a termine infatti le varie pratiche per l’iscrizione al prossimo campionato della rappresentativa Juniores. Quasi deciso anche il nome dell’allenatore con la scelta che dovrà essere però ben ponderata. L’obiettivo è quello di costruire infatti una squadra subito competitiva e di affidarla ad un tecnico capace subito di farla puntare a riportare a Sezze un titolo regionale di categoria. Del resto i buoni risultati conseguiti nella categoria Allievi dalla formazione di mister Consoli in questo primo terzo di stagione fanno intuire le potenzialità di un gruppo che, per motivi anagrafici, il prossimo anno avrà quindi la possibilità di continuare a crescere nella Juniores ponendo fine all’emorragia fisiologica patita fino ad ora che mancava il gradino più alto del settore giovanile. Ma le novità non finiscono qui, Alessandro Italiani, Filippo Simeoni e Roberto Rossi,massimi esponenti del sodalizio setino, non nascondono l’intenzione di acquisire un titolo per dare vita ad una prima squadra: “Confortati dai risultati e dalle richieste ricevute, anche da parte di ragazzi fuori dall’età di lega, desiderosi però di fare calcio con i nostri colori, abbiamo maturato l’intenzione di allestire una prima squadra. Il nostro desiderio- commenta la presidenza della polisportiva- è quello di rilevare un titolo di Promozione e per questo siamo alla finestra e in contatto con il Comitato Regionale per vedere se si presenterà l’occasione giusta per subentrare a qualche società già esistente. Se ciò non dovesse accadere abbiamo già posto le basi con due o tre squadre di Prima Categoria per rilevare il loro titolo e cominciare da quel campionato”. Con questo annuncio da parte della Polisportiva Calcio Sezze si può scrivere la parola fine al tentativo di fusione tra le varie anime calcistiche del paese lepino. Era stata manifestata, infatti, l’intenzione di arrivare ad una fusione con l’ FC Sezze per cercare di costruire una grande società.

    Dopo una serie di incontri tra le parti, alle quali ha partecipato l’assessore allo sport Marcello Ciocca, ci si è resi conto che l’accordo tra le parti non si sarebbe mai trovato, a causa di vedute diverse sulla gestione della nuova società. Da qui l’intenzione di Italiani, Simeoni e Rossi di andare avanti da soli, pur nella consapevolezza degli ulteriori sacrifici che si dovranno affrontare per gestire la prima squadra. Sacrifici economici che potrebbero essere condivisi anche da altri imprenditori che hanno già avuto esperienze in passato con il calcio setino, i quali hanno mostrato interesse ad un ingresso nella Polisportiva.

    una favolosa rivincita

    UNA FAVOLOSA RIVINCITA

    C'è giustizia, alla fine. Una sorta di nemesi al contrario. Una giustizia compensatrice. Prima o poi c'è per tutti. Per mio cognato Filippo Simeoni, 37 anni agli sgoccioli di una sofferta carriera professionistica (dieci vittorie in carriera fra cui spiccano due stupende tappe alla Vuelta), è arrivata in un tardo pomeriggio di giugno. Pippo indossa le vesti di una maglia tricolore dei professionisti che lo ripaga di tutte le sofferenze e di tutti i sacrifici di questi anni. Una vittoria che sognava fin da bambino, da quando aveva nove anni e pensava di fare qualcosa di importante nel ciclismo, anche se poi si è dovuto ridimensionare. Una vittoria che ha meritato.

    Filippo ha vinto con la forza dell'intelligenza e del carattere, lo stesso che in anni non lontanissimi lo portò a fronteggiare un certo Lance Armstrong, il padrone di sette Tour. Fu proprio il texano, negli anni d'oro dei suoi grandi successi, a marcarlo ferocemente in quella ormai famosa diciottesima tappa del Tour 2004.

    Lui, Pippo, si era infilato in una fuga con altri compagni fuori classifica; Armstrong si mosse di persona per marcarlo. Lui, il grande americano plurivincitore della "grande boucle" (quello sarà il suo sesto Tour), che si mette a tu per tu con un piccolo gregario in cerca della vittoria storica. Lo obbligò a rinunciare. La sola presenza della maglia gialla spingeva il plotone ad inseguire ed annullare la fuga.

    Simeoni, per non compromettere gli sforzi dei compagni si lasciò scivolare indietro. Sono fra le poche cose che nel ciclismo fanno indignare. Nell'ultima frazione di quel Tour Filippo dovette subire anche il gesto delle corna fatto da Ekimov, compagno di Armstrong, mandato dal capitano a marcare ferocemente ogni iniziativa del Setino. L'americano, successivamente - a quanto raccontò lo stesso Simeoni - lo minacciò: "Sono ricco, ho tempo e denaro, ti distruggo, ti faccio smettere di correre". Subì anche gli attacchi di un certo Mario Cipollini, suo capitano di squadra e amico fraterno dell’americano che, facendo pressioni sul direttore sportivo lo fece escludere dalla rosa dei partecipanti alla Tirreno Adriatica 2004 quando venne a sapere che una tappa attraversava Sezze paese di residenza di Filippo e che per l’occasione insieme al cognato aveva sponsorizzato il Gran Premio Della Montagna.

    Ma ormai è storia vecchia il "cow boy" di Dallas ha smesso di correre ed il toscano è sparito dalla circolazione per Pippo, adesso, c'è questa bellissima maglia tricolore Che dedica a tutte le persone che gli sono state vicino nei momenti difficili; moglie, figli, amici; tutti quelli che lo hanno sostenuto in questi anni difficili.

    Una vita in salita quella del “sezzese”, il cui ultimo successo risale al 2005 nella 2a tappa del Giro della Cina, non avendo corso in pratica per due anni prima per una brutta caduta e poi per una brutta avventura con una squadra che fu squalificata.

    Ora, francamente, vederlo sul podio tricolore non può che allargare il cuore di chi per anni ha sofferto e combattuto con lui. Lui, Pippo, c'è, è lì, sul gradino più alto e a fargli da corona Giovanni Visconti e Pippo Pozzato, cioè il campione tricolore uscente e uno dei più osannati atleti del pedale nostrano. Uno di quelli - ricordano le cronache - che nel battibecco con Armstrong si schierò senza esitazione a favore dell'americano.

    Doppia soddisfazione per l'atleta di Sezze, dunque. Ha vinto l'esperienza. Pippo, una volta che l'ultimo passaggio in cima a Bergamo Alta aveva scremato il gruppetto dei migliori ha pensato bene che forse a cinque chilometri dal traguardo lo avrebbero sottovalutato.

    Così ha allungato deciso e la sua azione è sembrata subito potente. Dieci, dodici secondi sotto lo striscione dell'ultimo chilometro. Poi quegli infiniti metri finali. Cosa passa nella testa di un corridore quando sente che il plotone lo insegue a pochi metri dal traguardo, quando il cuore è in gola, le gambe si impastano pedalata dopo pedalata? Sentiva come un rombo sordo. Eccoli, pensava. Eccoli adesso mi passano, adesso mi superano,come 15 giorni fa all’EUSKAL BIZIKLETA Guardava dietro e pensava solo a spingere: un metro ancora, dai, un metro ancora, dai Pippo. Solo quasi sullo striscione ha capito che avrebbe vinto". La vittoria della vita, la rivincita della VITA.

    Santiago de Compostela (Spagna)

    Santiago de Compostela (Spagna)

    Santiago de Compostela. Questa la meta del viaggio intrapreso da Valleriano Cacciotti di Carpineto (Rm), Appio De Rocchis e Mauro Rossi di Sezze (LT). Butteri appartenenti alla Compagnia delle Vie Orientali, un’associazione nata con lo scopo di promuovere il turismo equestre. È stata una cavalcata certamente ardua ma carica di fascino. Sono stati dieci giorni di viaggio tra imponenti monumenti e pianure sconfinate, tra contadini sgarbati e fedeli convinti, tra bestie ed automobili. Dieci giorni di viaggio in cui tutto era stranamente irreale ma incantevole ed affascinante. Il viaggio sponsorizzato dall’Astral – Azienda Strade Lazio S.p.A – dalla XVIII Comunità Montana Area Romana e da Billy Bar di Sezze si è svolto lungo quel “Cammino di Santiago” che nel corso dei secoli, grazie alle vie tracciate dai pellegrini di tutta Europa, ha rappresentato il collegamento al grande Santuario Galiziano simbolo eterno della fede cristiana. Tale Santuario, fin dal Medioevo, era meta di pellegrinaggio per tutti i cristiani d’Occidente. Si dice che fu Alfonso II il casto, re delle Asturie e della Galizia ad ordinare la costruzione del tempio intorno all’800. Ma solo nel 893 con l’arrivo dei monaci benedettini iniziarono i pellegrinaggi verso la tomba dell’apostolo Giacomo. E, come per continuare una tradizione millenaria, i nostri cavalieri, con molto ardore e con un pizzico di follia, hanno deciso di ripercorre questo faticoso quanto meraviglioso pellegrinaggio. Il viaggio ha previsto un avvicinamento al Santuario con un camion. All’interno, oltre ai cavalcanti c’erano Gold e Romanella esemplari di razza maremmana e Ladia di razza araba. Dopo la partenza da Carpineto avvenuta nella serata del 31 Agosto, dopo un breve soggiorno a Lievi, vicino Chiavari, domenica 2 settembre i cavalieri sono arrivati in Francia a Biarritz. Un accampamento di fortuna fornisce riparo per la notte sia ai cavalieri che ai cavalli. Astarloga, cittadina che dista 50 km da Leon è stata la meta raggiunta il giorno dopo. Qui è stato parcheggiato il camion nel piazzale dei un hotel appartenente al “Camino de Santiago”. Nel pomeriggio dello stesso giorno, dopo aver bardato i cavalli con scafarde e bardelle (tipica montatura buttera)è iniziata la cavalcata verso Santiago. “Ci basta poco per capire che la difficoltà maggiore dell’intero viaggio sarà provvedere all’alimentazione dei cavalli. Pur essendo il territorio a forte vocazione agricola con numerosi allevamenti di bestiame incontrati lungo il viaggio, i contadini non sempre si sono mostrati accoglienti e acquistare il fieno per i cavalli è stato molto difficile”. Questo il racconto dei cavalcanti. “Fatta eccezione di queste difficoltà, il percorso si è rilevato piacevole e molto accessibile, tanto da permettere lunghi tratti di trotto e anche di galoppo. Dopo otto giorni di viaggio, in cui la bellezza del panorama ci lasciava continuamente senza fiato, arriviamo a Brea, piccola città poco distante da Santiago. Qui, veniamo a conoscenza che la polizia di Santiago non gradisce i cavalli all’interno della città. Tuttavia decidiamo di azzardare. Arriviamo di buonora dinanzi al Santuario, riusciamo però solo a scattare qualche foto perché, come da copione, la polizia ci invita a raggiungere la zona periferica della città. Sistemiamo i cavalli a Monte de Goz, cittadina a 4km da Santiago. Torniamo al Santuario grazie all’aiuto di Manuel un gentilissimo galiziano che senza crearsi troppi problemi ci aiuta nella nostra impresa. Arrivati dinanzi al Santuario molte persone, per via del nostro abbigliamento da butteri, ci guardano incuriosite. Entriamo nella Basilica: una sensazione quasi irreale ci pervade l’animo. Tutto è enorme, silenzioso e ricoperto d’oro. Una visita, qualche foto rubata qua e la e poi il ritorno verso Monte de Goz a riprendere i cavalli, fare i preparativi per ripartire verso l’Italia”. Una sorta di Grand Tour moderno e per di più a cavallo quello che i nostri cavalieri hanno voluto intraprendere. Un viaggio questo all’insegna della fede, della tradizione e della passione che lega tre uomini ad un animale che da sempre è il simbolo per eccellenza delle fatiche e delle conquiste dell’uomo.

    Cammino verso Santiago

    SEZZE, CARPINETO, SANTIAGO

    Partenza da Sezze venerdì 31 Settembre 2007 alle ore 21,00.

    Raggiunto Carpineto dove, al Circolo Ippico “ Il Ceppetto”, ci attende Valeriano, caricati i cavalli si parte con il Van verso la Spagna.

    Sabato 01/09

    La prima tappa è al circolo ippico “I tre Pini” ,a Lievi vicino a .Chiavari,dalla gentilissima,Antonella,la quale ci accoglie nel suo centro e ci chiede dei motivi che ci hanno spinto ad intraprendere questa impresa

    Domenica 02

    Ore 06,00 partenza per la Francia. Arriviamo a Biarritz per le 20,00. Qui troviamo sistemazione in un prato libero, dove passiamo la notte in sacco a pelo vicino al camion ed ai cavalli

    Arriviamo ad Astorga intorno alle 12,00, scaricati i cavalli e parcheggiato il van ci accingiamo ai preparativi per la vera partenza, quella del “Camino”.

    Alle 15,00 bardati i cavalli, partiamo verso Santiago. Dopo tre ore e mezzo di viaggio cominciamo a trovare un posto dove sistemare e foraggiare i cavalli. Giunti a Rabanal del Camino ci accorgiamo quale sarà il vero ed unico problema che ci accompagnerà per tutto il viaggio, l’alimentazione dei cavalli, nonostante il territorio è devoto all’allevamento bovino, quasi tutti di razza Asturiana. I campesinos sono bravi allevatori ma poco ospitali, solo pochissime volte siamo riusciti ad acquistare fieno. Il percorso è senza difficoltà, i sentieri sono ampi, puliti e gli unici “pericoli” sono rappresentati dai passaggi nei centri abitati.

    L’aria frizzante della mattina ci spinge di gran passo verso la meta. I cavalli sembrano più entusiasti di noi, hanno un gran voglia di andare. La facilità del percorso permette di affrontare lunghi tratti di trotto e galoppo. Durante le ore centrali della giornata per la sosta del pranzo siamo costretti ad individuare pascoli dove dissellare i cavalli e farli mangiare, ma questo in Galizia non rappresenta un problema, i pascoli sono ricchi e rigogliosi grazie ai molti ruscelli che ci consentono anche frequenti abbeverate e ottimi pediluvi per i cavalli.

    Lunedì 03- I Tappa Astorga (870m) - Rabanal del Camino (1150m) Km.20

    Durata ore 3 e mezzo

    Martedì 04- II Tappa Rabanal del Camino-Cacabelos (485m) Km.48

    Durata ore 8

    Partenza alle prime luci dell’alba. Circa un’ora di buona salita e ci troviamo a la Cruz de Hierro, il punto più alto del “camino francese” a quota 1500m

    Prima di entrare a Ponferrada, sosta per il pranzo e scorpacciata di erba per i nostri destrieri. Di nuovo in sella alla volta di Cacabelos.

    Mercoledì 05- III tappa Cacabelos –Triacastela (660m) Km.57

    Durata ore 9

    Partiti di buon passo e trotto, dopo tre ore inizia la salita piuttosto ripida. Arriviamo a O Cebreiro, lo spettacolo è da mozzafiato. Siamo in Galizia. Fiancheggiamo la montagna per circa due ore ed inizia la discesa per Triacastela. Qui conosciamo Pedro, al quale chiesta l’informazione di dove poter far riposare i cavalli, non esita ad ospitarli nella sua stalla.

    Giovedì 06- IV tappa Triacastela-Portomarin (350m) Km.41+5

    Durata ore 8

    La Galizia è uno spettacolo. Ci consigliano la deviazione per Samos, per visitare il monastero dei Benedettini. Il verde chiaro dei prati, il verde smeraldo delle coltivazioni e il verde scuro dei boschi, un orto di patate, un altro di granturco, vigneti e vacche al pascolo fanno da contorno al Camino. Per il pranzo ci fermiamo a Brea, a “Casa Morgade”, un albergo molto caratteristico con un’ottima cucina e una proprietaria gentilissima, che ci permette di liberare i nostri cavalli nel paddock adiacente. Prima di arrivare a Portomarin godiamo dello spettacolo del Rio Sarria.

    Venerdì 07 V tappa Portomarin-San Xuliàn (480m) km.29

    Durata ore 5

    La nebbia mattutina ci accompagna nelle prime ore di viaggio. Il sentiero sale e poi riscende. Arriviamo a Palas de Rei dove incontriamo Giuseppe figlio di un emigrante in Germania. E’ partito da Monaco da 71 giorni Scambiataci qualche impressione sul Camino, ripartiamo per fare tappa a San Xuliàn all’albergo “O Abrigadoiro”, quì ci aspetta Miguel che accoglie noi e le nostre cavalcature. La zuppa di verdure di sua moglie Maria, la grande tavolata con tutti gli altri pellegrini è qualcosa che ricorderemo con piacere.

    Sabato 08 VI tappa San Xulian-Brea (365m)Km 38

    Durata ore 6

    Dopo un’abbondante colazione, salutiamo Miguel e Maria e riprendiamo il viaggio. Anche oggi il sole ci accompagnerà per tutto il giorno. Gli incontri con altri pellegrini diventano più frequenti, ci stiamo avvicinando alla méta.

    Domenica 09 VII tappa Brea-Santiago Km.22.

    Ci alziamo di buon ora per poter entrare presto a Santiago poiché qualcuno ci avvertito che la polizia locale non gradisce i cavalli nel centro della città. Infatti arrivati in piazza riusciamo solo scattare qualche foto prima di essere accompagnati in periferia da una pattuglia della “policia”. Torniamo a Monte de Gozo , a4 km. dalla città, troviamo una sistemazione per i cavalli dal simpaticissimo Peppe e al centro di ospitalità conosciamo Manuel, il responsabile . La sua accoglienza è stata qualcosa di inverosimile. Spiegatogli il nostro problema , subito ci ha chiamato un taxi e siamo tornati a Santiago. Quando alla sera siamo tornati al centro, abbiamo avuto uno scambio di battute ed impressioni con Manuel e da lì abbiamo capito che persona eccezionale avevamo davanti.

    Lunedì 10

    Iniziamo ad organizzarci per il ritorno in Italia.Arrivo ad Astorga in pulman per riprendere il Van, ritorno a Monte de Gozo e ripartenza per Barcellona, dove giovedì ci imbarcheremo per Civitavecchia..Abbiamo pernottato a Samos per poter visitare la Basilica Benedettina e proprio mentre siamo lì davanti sentiamo il clacson insistente di una macchina, ci voltiamo ed è Manuel che con la moglie e la figlia andava a trovare i suoi. Ci abbracciamo di nuovo e ci mostra la pattada che gli abbiamo regalato, mentre dice che i tre Caballeros italiani resteranno per sempre nel suo cuore.

    Non riuscivamo a capire quale esperienza meravigliosa stavamo vivendo, è stato un susseguirsi di forti emozioni. Per quasi tutto il viaggio di ritorno siamo stati assorti in silenzio a riflettere sulla nostra esperienza . Sicuramente sarebbe una cosa da rifare, ma ci aspettano altri viaggi.

    Sponsor :

    ASTRAL

    XVIII COMUNITA’ MONTANA

    BILLY BAR

    La Compagnia delle Vie Orientali

    Valeriano Appio e Mauro

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